Locazioni brevi a Bologna: il Comune protocolla le pratiche ma impone la categoria B3. Termine di 150 giorni per adeguarsi
Bologna,06.11.2026 – Aggiornamento dell’articolo “Annullate le restrizioni comunali su affitti brevi a Bologna
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato le norme restrittive del PUG e del Regolamento Edilizio, il Comune di Bologna ha cambiato linea. Sono in corso gli inviti a conformarsi per le pratiche relative alle attività ricettive in unità abitative con il mancato rispetto dei requisiti urbanistici ( assenza B3 ) Il quadro descritto nel nostro precedente articolo va quindi rivisto.
Cosa sta accadendo
Il Comune sta istruendo le comunicazioni presentate e, in numerosi casi, rileva la mancanza di una specifica destinazione d’uso dell’immobile per l’esercizio di attività ricettiva. Il riferimento è al Regolamento Edilizio vigente, come modificato con Delibera di Consiglio P.G.N. 948193/2025 del 15/12/2025. Secondo la nuova formulazione, l’immobile in cui si svolge attività ricettiva ai sensi della L.R. 16/2004 deve rientrare nella categoria funzionale turistico-ricettiva B3 («attività turistiche svolte in unità immobiliari a destinazione abitativa»).
Il termine di 150 giorni
L’Ufficio comunica l’intenzione di assegnare al soggetto segnalante un termine di 150 giorni per conformare l’esercizio dell’attività ai requisiti contestati.
| Aspetto | Cosa prevede il provvedimento |
| Requisito contestato | Mancanza della categoria funzionale B3 |
| Termine per adeguarsi | 150 giorni |
| Dopo la scadenza | L’attività si intende vietata |
| Ulteriori comunicazioni | Nessun altro provvedimento verrà notificato |
Il punto più delicato è l’ultimo: alla scadenza dei 150 giorni il divieto opera automaticamente, senza ulteriori avvisi. Chi non si è adeguato rischia di trovarsi a svolgere un’attività non consentita, con le possibili conseguenze sanzionatorie e amministrative.
Cosa significa per proprietari e gestori
- Le SCIA e le comunicazioni già presentate non sono al riparo da verifiche: il Comune le sta riesaminando alla luce del Regolamento Edilizio modificato.
- Il mancato adeguamento nei 150 giorni comporta il divieto di prosecuzione dell’attività.
- Le conclusioni del nostro articolo precedente, che parlava di validità automatica delle SCIA e di assenza di vincoli sulla destinazione d’uso, non sono più attuali e vanno lette alla luce di queste novità.
Cosa fare ora
Verificare se l’immobile ha già la categoria funzionale B3 o se è necessario il cambio di destinazione d’uso.
Controllare se è già pervenuta una comunicazione del Comune e da quando decorre il termine.
Pianificare per tempo l’adeguamento, tenendo conto dei tempi tecnici e amministrativi, che possono assorbire buona parte dei 150 giorni.
Valutare con un professionista l’opportunità di contestare il provvedimento, anche in considerazione della sentenza del Consiglio di Stato.
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La presente circolare ha carattere informativo generale e non sostituisce una consulenza specifica.
